TEATRO NIOVO Compagnia di Venezia
presenta
IL CAMPIELLO
di Carlo Goldoni
opera in prosa e musica
adattamento e regia di Alessandro Bressanello
musiche originali dal vivo dei PITURA FRESKA
L'idea di mettere in scena l'opera in chiave musicale moderna è nata, sulla scia delle manifestazioni per il Bicentenario Goldoniano, dalla voglia di fare un Goldoni "diverso" e non solo dal punto di vista sperimentale, dove molti già si sono cimentati con alterne fortune, ma diverso nella sua "venezianità" e nel suo linguaggio espressivo.

La coralità del testo, la musicalità data dai versi liberi, l'ambientazione così tipicamente veneziana ci hanno suggerito l'idea di mettere assieme un gruppo di affiatati e consumati attori veneziani con quella che è stata, ed è tuttora, la più interessante "novità" musicale prodotta dalla città di Vivaldi, Goldoni e Tintoretto.

Messo in scena a Venezia durante il Carnevale 1756 il Campiello fu un trionfo; Goldoni rivendicando quale motivo del successo ottenuto la sua osservazione diretta ed approfondita del proletariato veneziano, scrisse nelle sue memorie "... tutto era stato colto nel popolino, ma tutto era di una tale verità che il pubblico intero la riconosceva...". Da allora fu rappresentato in tutta Italia e sempre con ottimi risultati nonostante la grande varietà di sfumature dialettali.

Ecco quindi il progetto di abbinare al testo una forma espressiva, quale la musica ed i testi dei Pitura Freska, che sono fenomeno veneziano, ma non solo, che cantano in dialetto ma che sono conosciuti in tutta Italia e che assumendo il ruolo di menestrelli, possano accompagnare e commentare la vita del campiello inserendosi tra la trama ed i temi cari all'autore con originali e spiritosi interventi legati alla quotidianità moderna.

Prodotto dal Comune di Venezia e la Grande Eventi per il " Carnevale di Venezia 1993", lo spettacolo è andato in scena il 15 e 16 febbraio al Teatro Goldoni di Venezia; il 17 e 18 febbraio al Teatro Toniolo di Mestre.

I risultati sono stati a dir poco entusiasmanti:

"....abbinare al copione i virtuosismi dei Pitura Freska, menestrelli odierni d'una realtà lagunare cantata in dialetto, senza rispetto di una convenzione ormai logora, ha rappresentato una boccata d'aria viva.... " (G.A.Cibotto Il Gazzettino 15.02.93)

"... rimarrà memorabile la visione d'uno Skardy che, occhiali da rasta, intona il "Canpieo ti se beo/ghe zogavo da putèlo/ ma no ti se più queo", in mezzo a tricorni e zendali ..." (Antonio Stefani Il Giornale di Vicenza 14.02.93)

"... rimarrà memorabile la visione d'uno Skardy che, occhiali da rasta, intona il "Canpieo ti se beo/ghe zogavo da putèlo/ ma no ti se più queo", in mezzo a tricorni e zendali ..." (Antonio Stefani Il Giornale di Vicenza 14.02.93)

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